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IL CRISTIANESIMO ESOTERICO- ANNIE BESANT

 
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cristoforo



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Messaggi: 443

MessaggioInviato: Mer Gen 02, 2008 9:28 am    Oggetto: IL CRISTIANESIMO ESOTERICO- ANNIE BESANT Rispondi citando

BRANI SCELTI :

IL CRISTIANESIMO ESOTERICO



Necessità di un insegnamento differenziato (1)
E' un'idea largamente diffusa, quindi accreditata, che nel cristianesimo non esista insegnamento occulto e che i Misteri,
tanto i Minori che i Maggiori, siano stati un'istituzione puramente pagana.
Il nome stesso di "Misteri di Gesù", così familiare alle orecchie dei cristiani dei primi secoli, causerebbe viva sorpresa ai
loro moderni successori e, se inteso a significare una speciale e definita istituzione della Chiesa primitiva, susciterebbe un
sorriso d'incredulità. Invero, il non avere il Cristianesimo segreto alcuno è stato considerato oggetto di vanto e fu affermato
che a tutti dice e insegna tutto quanto ha da dire e da insegnare.
Le sue verità sono ritenute così semplici, che l'uomo ordinario, per quanto di limitato intelletto, non può in esse andare
errato, e il detto "semplice come il Vangelo" è divenuto un luogo comune.
E' perciò necessario provare chiaramente che, almeno nella Chiesa primitiva, il Cristianesimo, al pari delle altre religioni,
possedeva una parte occulta e custodiva, quale inestimabile tesoro, i segreti rivelati soltanto a pochi eletti nei Misteri.
Ma, prima di far questo, sarà bene considerare l'intera questione di detto lato occulto delle religioni e vedere perchè sia
necessario che un tale lato esista in una religione se questa deve divenire vigorosa e stabile; poichè così l'esistenza di esso
anche nel Cristianesimo apparirà ovvia conclusione e le allusioni che se ne trovano negli scritti dei Padri della Chiesa,
risulteranno semplici e naturali e non sorprendenti e incomprensibili.
L'esistenza di questo esoterismo è dimostrabile come fatto storico, ma si può anche dimostrare che, intellettualmente, esso è
Qual'è lo scopo delle religioni?
Esse furono date al mondo da uomini più saggi delle masse cui erano destinate ed hanno per scopo di affrettare l'evoluzione
umana. Per giungere a ciò efficacemente esse devono pervenire agli individui ed avere un'azione diretta su di loro. Ora tutti
non sono al medesimo stadio d'evoluzione, potendosi anzi raffigurare l'evoluzione come una scala ad ogni gradino della
quale stiano degli uomini.
I molto evoluti sono assai al disopra dei poco evoluti, sia per intelligenza, sia per carattere; la capacità di capire e di agire
varia ad ogni stadio. E' perciò inutile dare a ciascuno lo stesso insegnamento religioso, poichè ciò che sarebbe di
giovamento all'uomo intellettuale sarebbe affatto incomprensibile per l'uomo tardo di mente e ciò che manderebbe in estasi
il Santo lascerebbe freddo il delinquente. D'altra parte l'insegnamento atto ad aiutare i non intelligenti è intollerabilmente
rozzo e meschino per il filosofo e ciò che redime il malfattore è affatto inutile per il Santo.
Nondimeno ogni categoria di uomini ha bisogno della religione per innalzarsi ad una vita superiore e nessuna categoria può
essere sacrificata all'altra. La religione deve essere graduale come l'evoluzione, altrimenti non raggiunge il suo scopo.
Il lato occulto dell'insegnamento (2)
... quanto abbiamo detto fin qui basti a dimostrare la necessità teorica di un lato occulto in tutte le religioni. Dalla teoria
venendo ai fatti, naturalmente domandiamo: Questo lato occulto ha nel passato fatto parte delle religioni del mondo? La
risposta è immediata e affermativa senza esitazione di sorta; ogni grande religione ha asserito di possedere un insegnamento
nascosto ed ha dichiarato di essere depositaria di sapienza teoricamente e praticamente mistica, ossia di sapienza occulta.
La spiegazione mistica dell'insegnamento popolare era pubblica e lo esponeva sotto forma d'allegoria dando alle asserzioni
ed alle narrazioni rozze e irrazionali un significato che l'intelletto poteva accettare. Dietro a tale misticismo teorico, come
questo era dietro all'insegnamento popolare, esisteva il misticismo pratico, un insegnamento occulto e spirituale che era
comunicato solo sotto certe ben definite condizioni, conosciute e rese pubbliche, alle quali ogni candidato doveva
conformarsi completamente.
S. Clemente d'Alessandria fa menzione di questa divisione dei Misteri. Dopo la purificazione, egli dice, "vi sono i Misteri
Minori che hanno qualche fondamento d'istruzione e di preparazione preliminare per quello che deve venire dopo; ed i
Misteri Maggiori nei quali non rimane più nulla da imparare nell'universo, ma solo contemplare e comprendere la natura e le
cose" (3).
Nulla a questa proposizione si può opporre per quanto concerne le antiche religioni. I Misteri dell'Egitto erano la gloria di
quell'antica terra ed i più nobili figli della Grecia, come per esempio Platone, andavano a Sais ed a Tebe per essere iniziati
dai Maestri di Sapienza egizi...
Il punto culminante dei Misteri era quello in cui l'Iniziato diveniva un Dio, sia per l'unione con l'Essere divino esterno a se
stesso, sia per aver riconosciuto il divino sé interiore.
Una risposta da Origene a Celso (4)
... Ma che vi siano certe dottrine non rese note alla moltitudine, le quali però vengono "rivelate" dopo che quelle exoteriche
sono state insegnate, non è una specialità del solo Cristianesimo, ma altresì dei sistemi filosofici nei quali certe verità sono
exoteriche ed altre esoteriche. Alcuni degli uditori di Pitagora si contentavano del suo ipse dixtit, mentre altri erano istruiti
segretamente in quelle dottrine non ritenute atte ad esser comunicate ad orecchie profane e non sufficentemente preparate.
Di più, tutti i Misteri che sono celebrati in ogni luogo della Grecia e dei paesi barbari, benchè mantenuti segreti, non sono
sottoposti a nessun discredito, così che invano egli tenta di calunniare le dottrine segrete del Cristianesimo, visto che non ne
intende bene la natura ...
... Io non ho ancora parlato dell'osservanza di tutto quello che si trova scritto negli Evangeli, ognuno dei quali contiene
molta dottrina difficile a comprendere non solo dalla moltitudine, ma persino da certi tra i più intelligenti, poichè quella
dottrina include una profondissima spiegazione delle parabole che Gesù dettò a "quelli al di fuori", mentre riserbava
l'esposizione del loro completo significato a quelli che eran passati oltre il grado dell'insegnamento exoterico e che venivano
privatamente a Lui "nella casa". E quando Egli arriverà a capirlo, ammirerà la ragione per cui vien detto che alcuni sono
"fuori" ed altri "nella casa.
... Lamentando Celso che i peccatori fossero ammessi nella Chiesa, Origene risponde che la Chiesa aveva farmaci per quelli
che erano malati ed altresì lo studio e la conoscenza delle cose divine per quelli che erano in buona salute. Ai peccatori
insegnavasi a non peccare e solo allorché si constatava che avevano fatto qualche progresso e che gli uomini erano
'purificati per la Parola', allora e non prima, noi li invitiamo a partecipare ai nostri Misteri. Perciocché parliamo Sapienza fra
coloro che son perfetti.
Un brano di Ignazio, Vescovo d'Antiochia
Ignazio, Vescovo d'Antiochia era un discepolo di S. Giovanni. Questa sua epistola risulta molto interessante perché parla in
modo molto chiaro dei Misteri.
"Non potrei io scrivervi cose più piene di Mistero? Ma io temo di farlo, ond'io non faccia del male a voi che altro non siete
che fanciulli. Perdonatemi in questo riguardo onde voi non essendo atti a riceverne il peso, non siate da questo soffocati.
Poichè io stesso, nonostante sia vincolato (per Cristo) e sia capace d'intendere le cose celesti, gli ordini angelici e le diverse
specie di angeli, la differenza tra i poteri e le dominazioni e la diversità dei troni e delle autorità, la potenza degli eoni e la
preminenza dei cherubini e dei serafini, la sublimità dello Spirito, il regno del Signore, e soprattutto l'incomparabile maestà
dell'Onnipotente Iddio, benché io conosca tutte queste cose, pure non sono, per questo, in alcun modo perfetto, né sono io
un discepolo come Paolo e Pietro" (5).
Un passo dalla Stromata di Giamblico (6)
Nella Stromata, o Miscellanee, di S. Clemente d'Alessandria, vi sono molti riferimenti ai Misteri esistenti a quel tempo. Ne
riportiamo un passo molto istruttivo:
"Il Signore... ci permise di far parte di quei divini Misteri e di quella santa luce a quelli che son capaci di riceverla.
Certamente Egli non rivelò ai molti ciò che ai molti non apparteneva, ma ai pochi a cui Egli sapeva che essi (i Misteri)
appartenevano ed i quali erano capaci di riceverli e di esser formati a seconda di essi. Ma le cose segrete sono confidate alla
parola, non alla Scrittura siccome sono cose di Dio."
L'insegnamento nei Misteri
Giamblico, il gran teurgo del III e IV secolo d.C., non solo ci parla dei Misteri ma ne descrive anche le teorie ivi enunciate
che riassumiamo brevemente: "Vi è UNO anteriore a tutti gli esseri, immobile, dimorante nella solitudine della proprio
unità. Da QUELLO sorge il Dio supremo, generato da Se stesso, il Buono, la Sorgente di tutte le cose, la Radice, il Dio
degli Dei, la Causa Prima che si sviluppa in Luce" (7).
Da questa causa procede il Mondo Intelligibile, l'Anima del Mondo, che noi conosciamo a cui appartengono gli Dei
incorporei: "le divine forme intellettuali che sono presenti con i visibili corpi degli Dei".
Segue quindi la descrizione delle varie gerarchie di Esseri sovrumani: Arcangeli, Arconti o Cosmocreatori, Angeli, Demoni;
ecc. L'uomo viene considerato un essere d'ordine inferiore però affine ad essi nella sua natura e perciò capace di conoscerli.
Era proprio questa conoscenza che veniva conseguita nei Misteri e conduceva il candidato all'unione con Dio (Cool.
Alcune parole del Maestro Gesù
Vi sono dei passi del Vangelo in cui le parole del Maestro, in modo assai chiaro, alludono all'insegnamento esoterico
presente nella Chiesa di allora. Una di queste, che altrimenti non avrebbe significato, recita: "Non date le cose sante ai cani
e non gettate le vostre perle dinanzi ai porci" (Mt, 7,6). Va ricordato che, in quei tempi, la parola "cane" indicava anche
coloro che "erano fuori" da un certo gruppo di persone che perseguivano un interesse comune.
Un altro passo, a cui chiaramente adduce a coloro che "erano fuori" e pertanto non pronti ad un certo tipo di informazione,
recita: "Ora quando Egli fu solo, coloro che lo seguitavano coi dodici, lo domandarono della parabola. Ed Egli disse loro: A
voi è dato intendere il mistero del regno di Dio; ma a coloro che son di fuori tutte queste cose si propongono per parabole"
(Mc 4,10-11).
E quindi continua: "E con molte di tali parabole esponeva loro la parola, secondo che potevano intendere. E non parlava
loro senza similitudine; ma in disparte egli dichiarava ogni cosa ai suoi discepoli" (Mc 4,33-34, Lc 8,10).
Molto esplicita anche la frase di Gesù quando dice ai suoi Apostoli: "Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non
siete capaci di portarne il peso" (Gv 16,12).
L'insegnamento di Gesù, ai suoi apostoli, continuò anche dopo la sua resurrezione, dice al proposito la Pistis Sophia, "Gesù
passò undici anni parlando con i suoi discepoli e dando loro istruzioni" (9).
Il parere di S. Paolo
Tra i molti abbiamo scelto due brani di San Paolo che sono estremamente eloquenti: "Io, fratelli, sinora non ho potuto parlare a voi come a uomini spirituali, ma come ad esseri carnali, come a neonati in Cristo.
Vi ho dato da bere latte, non un nutrimento solido, perché non ne eravate capaci. E neanche ora lo siete; perché siete ancora
carnali: dal momento che c'è tra voi invidia e discordia, non siete forse carnali e non vi comportate in maniera tutta umana?"
(1 Cor 3,1-3).
"Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo
che vengono ridotti al nulla; parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato
prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l'avessero
conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Sta scritto infatti:
quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
né mai entrarono in cuore di uomo,
queste ha preparato Dio per coloro che lo amano." (1 Cor 2,6-9).
Quando e perché venne perso l'insegnamento (10)
Le convulsioni sociali e politiche che accompagnarono la morte dell'impero romano cominciarono a minare la vasta
compagine e anche i Cristiani furono presi nel vortice degli interessi egoistici in contrasto. Troviamo ancora allusioni sparse
circa la speciale conoscenza impartita ai capi ed agl'insegnanti della Chiesa, conoscenza delle Gerarchie celesti, istruzioni
date dagli Angeli, ecc.
Ma la mancanza di discepoli adatti fece sì che i Misteri cessassero come istituzione pubblicamente riconosciuta e
l'insegnamento venisse dato sempre più segretamente a quelle anime ognor più rare le quali, imparando la purezza e la
devozione, si mostravano capaci di riceverlo.
Non si trovarono più Scuole dove venivano impartiti gl'insegnamenti preliminari e con la scomparsa di esse la porta fu
chiusa. Nondimeno nel Cristianesimo si possono rintracciare due correnti che hanno per sorgente i Misteri scomparsi; una,
della dottrina mistica che fluiva dalla Sapienza, dalla Gnosi impartita nei Misteri, l'altra della contemplazione mistica che
faceva ugualmente parte della Gnosi e conduceva all'estasi, alla visione spirituale.
Quest'ultima, però, separata dalla conoscenza, portava raramente alla vera estasi e tendeva o a scorrere senza freno nelle
regioni inferiori dei mondi invisibili, o a perdersi fra una policroma folla di sottili forme superfisiche, visibili quali
apparenze oggettive all'intera visione prematuramente forzata dai digiuni, dalle vigilie e dallo sforzo d'attenzione - ma
prodotte principalmente dai pensieri e dalle emozioni del veggente. Anche quando le forme osservate non erano pensieri resi
obbiettivi, erano però guardate attraverso l'atmosfera falsata delle idee e delle credenze preconcette e quindi rese, per la
maggior parte, poco attendibili.
Nondimeno alcune erano davvero visioni di cose celesti e Gesù veramente appariva di tempo in tempo ai Suoi devoti e gli
Angeli qualche volta illuminavano della loro presenza la cella del frate e della religiosa, la solitudine del devoto estatico e
del paziente ricercatore di Dio.
Negare la possibilità di tali esperienze sarebbe menare un colpo alla radice stessa di ciò che è stato più fermamente creduto
o in tutte le religioni e che è noto a tutti gli Occultisti: l'intercomunicazione fra gli Spiriti velati nella carne e quelli ravvolti
in vestimenta più sottili, il contatto della mente con la mente attraverso le barriere della materia, lo svilupparsi della Divinità
nell'uomo, la conoscenza certa di una vita oltre la soglia della morte ...
... Ma mentre c'inchiniamo riverenti a questi Figli della Luce sparsi nei secoli, siamo forzati di riconoscere in loro l'assenza
di quell'unione di sagace intelletto e di alta devozione che venivano uniti nella disciplina dei Misteri, e mentre ci facciamo
meraviglia che essi si librassero tanto in alto, non possiamo fare a meno di desiderare che i loro doni preziosi fossero stati
sviluppati sotto quella magnifica "disciplina arcana".
La necessità di riproporre l'esoterismo (11)
E' questa è la cosa più d'ogni altra necessaria ora al Cristianesimo, poichè appunto per difetto di sapienza perisce il fiore
della Cristianità. Se gl'insegnamenti esoterici potessero essere ristabiliti e attrarre fervidi e pazienti studiosi non passerebbe
molto tempo prima che anche il lato occulto fosse ripristinato. I discepoli dei Misteri Minori diverrebbero candidati per i
Misteri Maggiori e col riacquistare la conoscenza, gli insegnamenti avrebbero di nuovo autorità ...
... Appare manifesto, a chiunque si dia la pena di studiare gli ultimi quaranta anni del secolo trascorso, che gran numero di
persone serie e morali sono uscite dal grembo delle chiese perchè gli insegnamenti che ricevevano non soddisfacevano il
loro intelletto... Chiunque esamini accuratamente i fenomeni che si presentano, ammetterà che uomini d'alto intelletto sono
stati forzati ad abbandonare il Cristianesimo a causa della rudezza delle idee religiose loro presentate, delle contraddizioni
che si riscontrano negli insegnamenti autorevoli e dei concetti inammissibili per qualunque intelligenza educata, circa Dio,
l'uomo e l'universo.
Conclusione di Eliphas Lèvi (12)
Alfonso Luigi Constant (1810-1875), meglio conosciuto sotto lo pseudonimo di Eliphas Lèvi, ha espresso in modo assai
chiaro il danno dovuto alla perdita dei Misteri e la necessità del loro ripristino, con le seguenti parole:
Una grave calamità accadde al cristianesimo. Il tradimento dei Misteri per opera dei falsi Gnostici - poichè gli Gnostici, cioè
quelli che sanno, erano gli iniziati del Cristianesimo primitivo - fu causa che la Gnosi venisse rigettata ed alienò la Chiesa
dalle supreme verità della Cabala che contiene tutti i segreti della teologia trascendentale...
Fate che la scienza più assoluta, la più alta ragione, divengano ancora una volta patrimonio dei conduttori del popolo; fate
che l'arte sacerdotale e l'arte reale riprendano il doppio scettro dell'antiche iniziazioni, ed il mondo sociale uscirà di nuovo
dal Caos. Non ardete più le immagini sante; non demolite più i templi; templi ed imagini sono necessari agli uomini; ma
scacciate i mercenari dalla casa di preghiera; fate che i ciechi non siano più conduttori di ciechi, ricostruite la gerarchia
dell'intelligenza e della santità e quali Maestri di coloro che credono riconoscete soltanto coloro che sanno.
Vorranno le Chiese d'oggi riprendere l'insegnamento mistico, i Misteri Minori, e così preparare i figli loro per la
restaurazione dei Misteri Maggiori, attirando di nuovo gli Angeli quali Maestri ed avendo per Ierofante (Sacerdote, N.d.r.) il
Divino Maestro Gesù? Dalla risposta a questa domanda dipende l'avvenire del cristianesimo.
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Ringraziamo tutti gli autori, antichi e moderni che, con il loro lavoro hanno permesso questa raccolta e ci scusiamo qualora,
per impossibilità, errore o distrazione, non abbiamo citato la fonte originale del materiale presentato.

1) Annie Besant, Il Cristianesimo esoterico, pag. 11,
Edizioni Armenia- 1925
2) Ibid. pag. 23.
3) Ante-Nicene Library, Vol. xii, Clemente d'Alessandria,
Stromata, libro V, cap. xi.
4) Vol. X, Origene contro Celso, I, vii.
5) Epistola d'Ignazio ai Tralliani, cap. v.
6) Vol. IV, Stromata, I, xxviii.
7) Psello, citato in Jamblichus on The Mysteries,
T. Tavlor, p. 301, nota alla pagina 23, seconda edizione.
Cool Ibid., 72.
9) Pistis Sophia, I, i, I, Traduz. di G. Mead).
10) Annie Besant, Il Cristianesimo esoterico, pag. 80,
Edizioni Armenia- 1925
11) Ibid., pag. 34.
12) Eliphas Lèvi, I misteri della Magia.
* * *
Exclamation




CRISTIANESIMO ED ESOTERISMO

Religione cattolica ed Esoterismo
Anche nella Religione cristiana esiste l'insegnamento esoterico, leggiamo infatti nel Vangelo che Gesù si ritirava in disparte per dare ai suoi Discepoli delle informazioni che le persone del popolo non erano pronte a ricevere.

Vi sono diversi passi nel Vangelo in cui le parole del Maestro, in modo assai chiaro, alludono all'insegnamento esoterico presente nella Chiesa di allora. Una di queste, che altrimenti non avrebbe significato, recita: "Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle dinanzi ai porci" (Mt 7:6). Va ricordato che, in quei tempi, la parola "cane" indicava anche coloro che "erano fuori", ovvero non facevano parte di un gruppo di persone che perseguivano un interesse comune.

Un altro passo, in cui Gesù chiaramente allude a coloro che "erano fuori" e perciò non pronti ad un certo tipo di informazione, recita: "Ora quando Egli fu solo, coloro che lo seguitavano coi dodici, lo domandarono della parabola. Ed Egli disse loro: A voi è dato il mistero del regno di Dio, ma a coloro che son di fuori tutte queste cose si propongono per parabole" (Mc 4:10,11 - Lc 8:9,10).

Marco specifica questo fatto in modo assai chiaro dicendo: "E con molte di tali parabole esponeva loro la parola, secondo che potevano intendere. E non parlava loro senza similitudine; ma in disparte egli dichiarava ogni cosa ai suoi discepoli" (Mc 4:33,34).

Molto esplicita anche la frase di Gesù quando dice ai suoi Apostoli: "Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non sono ancora alla vostra portata." (Gv 16:12).

Anche S. Paolo si è pronunciato spesso al riguardo di un insegnamento riservato ai pochi, da lui definito come Misteri. Abbiamo scelto due suoi brani che sono estremamente eloquenti: "Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo che vengono ridotti al nulla; parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Sta scritto infatti:

Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
né mai entrarono in cuore di uomo,
queste ha preparato Dio per coloro che lo amano.(1 Cor 2,6-9).


Quando e perché venne perso l'insegnamento (1)
Le convulsioni sociali e politiche che accompagnarono la morte dell'impero romano cominciarono a minarne la vasta compagine e anche i Cristiani furono presi nel vortice degli interessi egoistici in contrasto. Troviamo ancora allusioni sparse circa la speciale conoscenza impartita ai capi ed agli insegnanti della Chiesa: conoscenza delle Gerarchie celesti, istruzioni date dagli Angeli, ecc.

La mancanza di discepoli adatti, fece comunque in modo che i Misteri cessassero come istituzione pubblicamente riconosciuta e l'insegnamento venisse dato sempre più segretamente a quelle anime, ognor più rare, le quali, imparando la purezza e la devozione, si mostravano capaci di riceverlo. Non si trovarono più Scuole dove venivano impartiti gli insegnamenti preliminari e con la scomparsa di esse la porta fu chiusa.

Ciononostante si possono rintracciare nel Cristianesimo due correnti che hanno per sorgente i Misteri scomparsi; una, della dottrina mistica che fluiva dalla Sapienza, dalla Gnosi impartita nei Misteri, l'altra della contemplazione mistica che faceva ugualmente parte della Gnosi e conduceva all'estasi, alla visione spirituale.

Quest'ultima, però, separata dalla conoscenza, portava raramente alla vera estasi e tendeva o a scorrere senza freno nelle regioni inferiori dei mondi invisibili, o a perdersi fra una policroma folla di sottili forme superfisiche, visibili quali apparenze oggettive all'intera visione prematuramente forzata dai digiuni, dalle vigilie e dallo sforzo d'attenzione, ma prodotte principalmente dai pensieri e dalle emozioni del veggente. Anche quando le forme osservate non erano pensieri resi obbiettivi, erano però guardate attraverso l'atmosfera falsata delle idee e delle credenze preconcette e quindi rese, per la maggior parte, poco attendibili.

Nondimeno, alcune erano davvero visioni di cose celesti e Gesù veramente appariva di tempo in tempo ai Suoi devoti, e gli Angeli qualche volta illuminavano della loro presenza la cella del frate e della religiosa, la solitudine del devoto estatico e del paziente ricercatore di Dio.

Negare la possibilità di tali esperienze sarebbe menare un colpo alla radice stessa di ciò che è stato più fermamente creduto o in tutte le religioni e che è noto a tutti gli Occultisti: l'intercomunicazione fra gli Spiriti velati nella carne e quelli ravvolti in vestimenta più sottili, il contatto della mente con la mente attraverso le barriere della materia, lo svilupparsi della Divinità nell'uomo, la conoscenza certa di una vita oltre la soglia della morte.

(...) Ma mentre c'inchiniamo riverenti a questi Figli della Luce sparsi nei secoli, siamo forzati di riconoscere in loro l'assenza di quell'unione di sagace intelletto e di alta devozione che venivano uniti nella disciplina dei Misteri, e mentre ci facciamo meraviglia che essi si librassero tanto in alto, non possiamo fare a meno di desiderare che i loro doni preziosi fossero stati sviluppati sotto quella magnifica disciplina arcani.

La necessità di riproporre l'insegnamento esoterico (2)
È questa la cosa più d'ogni altra necessaria ora al Cristianesimo, poichè appunto per difetto di sapienza perisce il fiore della Cristianità. Se gl'insegnamenti esoterici potessero essere ristabiliti e attrarre fervidi e pazienti studiosi non passerebbe molto tempo prima che anche il lato occulto (noscosto n.d.r.) fosse ripristinato.

(...) Appare manifesto, a chiunque si dia la pena di studiare gli ultimi quaranta anni del secolo trascorso, che gran numero di persone serie e morali sono uscite dal grembo delle Chiese perchè gli insegnamenti che ricevevano non soddisfacevano il loro intelletto.

(...) Chiunque esamini accuratamente i fenomeni che si presentano, ammetterà che uomini d'alto intelletto sono stati forzati ad abbandonare il Cristianesimo a causa della rudezza delle idee religiose loro presentate, delle contraddizioni che si riscontrano negli insegnamenti autorevoli e dei concetti inammissibili per qualunque intelligenza educata, circa Dio, l'uomo e l'universo.

Conclusione di Eliphas Lèvi (3)
Alfonso Luigi Constant (1810-1875), meglio conosciuto sotto lo pseudonimo di Eliphas Lèvi, ha espresso in modo assai chiaro il danno dovuto alla perdita dei Misteri e la necessità del loro ripristino, con le seguenti parole:

"Una grave calamità accadde al cristianesimo. Il tradimento dei Misteri per opera dei falsi Gnostici, poichè gli Gnostici, cioè quelli che sanno, erano gli iniziati del Cristianesimo primitivo, fu causa che la Gnosi venisse rigettata ed alienò la Chiesa dalle supreme verità della Cabala che contiene tutti i segreti della teologia trascendentale.

"(...) Fate che la scienza più assoluta, la più alta ragione, divengano ancora una volta patrimonio dei conduttori del popolo; fate che l'arte sacerdotale e l'arte reale riprendano il doppio scettro dell'antiche iniziazioni, ed il mondo sociale uscirà di nuovo dal Caos. Non ardete più le immagini sante; non demolite più i templi; templi ed imagini sono necessari agli uomini; ma scacciate i mercenari dalla casa di preghiera; fate che i ciechi non siano più conduttori di ciechi, ricostruite la gerarchia dell'intelligenza e della santità e quali Maestri di coloro che credono riconoscete soltanto coloro che sanno.

Vorranno le Chiese d'oggi riprendere l'insegnamento mistico, i Misteri Minori, e così preparare i figli loro per la restaurazione dei Misteri Maggiori, attirando di nuovo gli Angeli quali Maestri ed avendo per Ierofante (Sacerdote, n.d.r.) il Divino Maestro Gesù? Dalla risposta a questa domanda dipende l'avvenire del cristianesimo.


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CHI SONO GLI AUTORI DEGLI
INSEGNAMENTI ESOTERICI?
Quando si parla di veri Insegnamenti di saggezza, che datano di millenni e rappresentano le fondamenta di tutte le grande religioni, troviamo autori antichi e moderni. Mentre non possiamo stabilire le caratteristiche peculiari di quelli antichi, possiamo senz'altro dividere quelli moderni in tre grandi categorie:


persone dotate di chiaroveggenza (Rudolf Steiner, Max Heindel, Mons. Leadbeater, ecc.),
persone dotate di telepatia superiore, alcune di loro sono anche dotate di chiaroveggenza, (madame Blavatsky, Annie Besant, Alice Bailey, ecc.),
persone normali che raccolgono le informazioni date dagli autori della categoria 1 e 2 e le elaborano a modo loro. Arthur Powell, con la sua grande opera sui mondi invisibili, ne è un classico esempio.

Chiaroveggenza volontaria e involontaria.
Vi sono delle persone che sono dotate di una particolare sensibilità che, con un lungo e severo tirocinio, possono acquisire ciò che viene chiamata "chiaroveggenza volontaria" o il risveglio del "terzo occhio", che gli Indù rappresentano con una gemma in mezzo alla fronte dei loro dei. Essi possono investigare esseri e cose costituite di materia diversa da quella fisica e le loro indagini sono indipendenti dal tempo. L'Uraeus, o serpente simbolico, posto sulla fronte dei Sacerdoti degli antichi Insegnamenti, indicava in questa abilità l'origine della loro saggezza.

I chiaroveggenti volontari sono rarissimi perché per acquisire tale facoltà occorre possedere delle doti particolari e fare un lungo corso di allenamento sotto la guida di un maestro qualificato. Ecco la descrizione dei due tipi di chiaroveggenti data da Max Heindel: Il chiaroveggente volontario, vede ed investiga a volontà, mentre il medium (chiaroveggente involontario, N.d.R.) è incapace di indagare per ottenere informazioni, poiché non può osservare quello che desidera ...

La maggior parte della gente, non fa distinzione fra i due; tuttavia c'è una regola infallibile, alla quale ognuno può attenersi: Nessun chiaroveggente correttamente formato eserciterà la chiaroveggenza a scopo di lucro, sia esso denaro od altra cosa; non la userà per soddisfacimento di curiosità, ma unicamente per aiutare il genere umano.

Nessuno che sia capace di insegnare il metodo adatto per lo sviluppo di questa facoltà, darà una tale lezione a scopo di lucro. Coloro che chiedono denaro per esercitare la chiaroveggenza o per impartire lezioni su queste cose, non posseggono effettivamente nulla che meriti di esser pagato. La regola data è una guida sicura che può esser seguita da tutti con piena fiducia (4).

La Telepatia superiore.
Si tratta di una forma di trasmissione e ricezione del pensiero tra una persona ed un'altra, che può essere uno dei Maestri (esseri particolarmente evoluti), di cui avremo modo di parlare nelle prossime lettere. Colui che riceve i messaggi, a differenza dei medium, non cade in trance ma rimane ben sveglio ad ascoltare ciò che gli viene detto, per scriverlo a beneficio di altri ricercatori. In questo stato di coscienza può anche porre domande al Maestro e farsi dare eventuali chiarimenti sull'argomento che sta trattando.

Ecco come descrive il suo modo di operare Alice Bailey: Voglio mettere in chiaro che il lavoro che faccio non ha nulla a che vedere con la scrittura automatica. Questa, salvo rari casi (e tutti pensano che il loro caso sia un'eccezione), è molto pericolosa... Colui che trasmette e colui che riceve non devono mai agire come automi (5).

Continua, inoltre, dicendo: Molte volte la negatività di chi riceve permette l'ingresso di una seconda forza ... ne consegue il rischio dell'ossessione. Sono molti i casi di ossessione come conseguenza della scrittura automatica (6).

Riferimenti Bibliografici.
Eliphas Lèvi, I misteri della Magia.
Max Heindel, La Cosmogonia dei Rosacroce,
Edizioni Il Cigno, Peschiera del Garda (VE), 1996.
Leo e Viola Goldmen, Amore e Saggezza, p. 74,
Edizioni Syntesis, Pinasca (TO), 1996.
Ibid, p. 74.


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due brani di San Paolo che sono estremamente eloquenti:



Io, fratelli, sinora non ho potuto parlare a voi come a uomini spirituali, ma come ad esseri carnali, come a neonati in Cristo. Vi ho dato da bere latte, non un nutrimento solido, perché non ne eravate capaci. E neanche ora lo siete; perché siete ancora carnali: dal momento che c'è tra voi invidia e discordia, non siete forse carnali e non vi comportate in maniera tutta umana? (1 Cor 3,13).



Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo che vengono ridotti al nulla; parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Sta scritto infatti:

quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
né mai entrarono in cuore di uomo,
queste ha preparato Dio per coloro che lo amano. (1 Cor 2,69).
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cristoforo



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MessaggioInviato: Lun Apr 28, 2008 11:14 am    Oggetto: IL CRISTIANESIMO ESOTERICO O I MISTERI MINORI Rispondi citando

Da IL CRISTIANESIMO ESOTERICO O I MISTERI MINORI
ed. PROMETEO SOCIETA' ANONIMA COOPERATIVA EDITRICE TORINO 1924

Stabilimento tipografico G.Capella - Cirié
Dall'Inglese II edizione interamente riveduta
Per le citazioni dell'Antico e del Nuovo Testamento è stata seguita la versione italiana del Diodati.

autore: Annie Besant
INDICE
Prefazione pag.IX
Cap. I - Il alto occulto delle religioni. pag.1
Cap. II - Il lato occulto del Cristianesiomo. - a) La testimonianza delle scritture. pag.25
Cap. III - Il lato occulto del Cristianesiomo. - b) La testimonianza della Chiesa. pag.48
Cap. IV - Il Cristo storico. pag.82
Cap. V - Il Cristo mitico. pag.99
Cap. VI - Il Cristo mistico. pag.116
Cap. VII - L'Espiazione. pag.131
Cap. VIII - Risurrezione e Ascensione. pag.157
Cap. XIX - La Trinità. pag.229
Cap. X - La Preghiera. pag.188
Cap. XI - Il Perdono dei peccati. pag.205
Cap. XII - I Sacramenti. pag.121
Cap. XIII - I Sacramenti ( continuazione). pag.235
Cap. XIV - La Rivelazione. pag.251
Conclusione pag.265
Indice Analitico pag.267

Gruppi di lettura della copia in originale sopra indicata.
scrivere a :invioper-risorsesociali@yahoo.it

dal cap.VIII.
........Prima di poter seguire intelligentemente quella storia dobbiamo familiarizzarci con le linee generali della costiuzione umana e capire il < corpo naturale >e il < corpo spirituale > dell'uomo.
< Vie è un corpo animale e un corpo spirituale> (I Corinti, XV,44.).
Vi sono ancora alcune prsone poco istruite che considerano l'uomo come una semplice dualità,composta di <anima> e <corpo>. Queste persone adoperano i termini <anima> e <spirito> come se fossero sinonimi e parlano indifferentemente di <anima e corpo> o <spirito e corpo>, intendendo con ciò che l'uomo è composto di due parti costiuenti, una delle quali perisce all'epoca della morte e l'altra sopravvive.Per i semplici e gli ignoranti questa grossolana divisione è sufficiente, ma non ci aiuterà a capire i misteri della Risurrezione e dell'Ascansione.
Ogni cristiano che abbia studiato anche superficialmente l'umana costituzione , riconosce in essa tre distinti costituenti: spirito, anima e corpo. Questa divisione, benché necessiti un'ulteriore suddivisione per uno studio più profondo, è buona ed è stata usata da S.Paolo quando prega che < sia conservatointero il vostro spirito,l'anima e il corpo senza biasimo> ( I Tessalonicesi, V,24.). Questa triplice divisione è accettata dalla teologia cristiana. ...........

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